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Colusso aveva paura ed era andato alla Polizia

Nuovi particolari sugli ultimi giorni dell’editore a Bratislava prima della scomparsa e del ritrovamento del corpo sul Danubio

SAN MICHELE al tagliamento

Sono ore decisive per capire come è morto Loris Colusso, il noto ex assessore e vicesindaco di San Michele al Tagliamento che è stato visto cadere dal ponte dell’Insurrezione slovacca a Bratislava dove risiedeva e che è stato rinvenuto privo di vita martedì al confine tra Slovacchia e Ungheria.

La notizia di ieri è che l’autopsia è imminente e che dall’Italia la figlia, Selena Colusso Vio, ha nominato un perito di parte che parteciperà all’esame autopstico . Quindi cresce la squadra legale composta dalla Store Manager di Oderzo, che comprende un avvocato e ora anche un consulente. «Resto convinto che l’autopsia in qualche modo stabilirà come sono andate le cose», ha dichiarato il collega di lavoro e amico Stefano Tessarin, «io non credo al suicidio e so che non ci crede nemmeno la famiglia. Ci mancherebbe. Che fosse strano Loris nell’ultimo periodo lo sappiamo. Ma da qui a togliersi la vita ce ne passa».

Severino Pivetta, altro collaboratore storico di Colusso, amico e confidente, ipotizza addirittura un omicidio. «Ritengo», dice Pivetta, che abita a Fossalta di Portogruaro, e che in passato aveva avuto rapporti di collaborazione con l’ex trader Fabio Gaiatto, finito in carcere, «quella dell’omicidio solo un’ipotesi. Siccome aveva scritto su Buongiorno Slovacchia qualcosa sulle infiltrazioni della ’Ndrangheta in Slovacchia, si potrebbe ipotizzare una ritorsione, ma a ben vedere tutti i giornali slovacchi hanno scritto su questo, quindi sarei propenso per una forte depressione post Covid19».

Chi invece non fa riferimenti alla potente organizzazione criminale è proprio Buongiorno Slovacchia, che ha invece raccontato una versione differente degli ultimi giorno di Loris, rispetto anche ad altri quotidiani dl posto. «Loris», riferiscono dalla redazione del giornale slovacco, «aveva inviato messaggi ai collaboratori e amici, in cui manifestava timori per la sua sicurezza personale. Si sentiva sorvegliato, seguito. Nelle ultime telefonate si diceva estremamente preoccupato, e aveva cominciato a temere perla sua incolumità fisica. Era andato dalla Polizia e aveva presentato denuncia».

Intanto si ragiona anche su come fare rimpatriare la salma di Loris dalla Slovacchia. Infatti l’iter si annuncia un po’ complesso. L’obiettivo è quello di fare un funerale, probabilmente con rito civile, nella sua San Michele entro la fine della prossima settimana. Tutto dipenderà dall’esito delle indagini, poiché al momento risulta difficile stabilire i tempi dell’inchiesta. —

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Pubblicato su La Nuova Venezia