• Home
  •  > Notizie
  •  > Loris Colusso trovato morto nel Danubio una fine misteriosa, oggi l’autopsia

Loris Colusso trovato morto nel Danubio una fine misteriosa, oggi l’autopsia

Nessun segno di violenza sul suo corpo: l’ex imprenditore, politico ed editore aveva confidato si sentirsi minacciato

Hanno avuto purtroppo un esito tragico, ieri, le ricerche in Slovacchia di Loris Colusso. L'imprenditore, ex vicesindaco di San Michele ed editore scomparso dalla capitale Bratislava ha perso la vita nelle acque torbide del fiume Danubio. Non ci sono segni di violenza sul corpo del 64enne (avrebbe compiuto 65 anni venerdì). Tutto lascerebbe dunque pensare a un suicidio. Ma le autorità non vogliono archiviare troppo in fretta la questione. Perché Loris Colusso era una persona che sapeva molte cose, e negli ultimi giorni aveva confidato di sentirsi minacciato, ossessionato dalla paura di essere seguito. Un filo rosso lega la sua attività di editore e direttore di una testata giornalistica slovacca in lingua italiana, Buongiorno Slovacchia, al caso di Jan Kuciak, il giornalista investigativo freddato a 28 anni nel 2018 perchè aveva scoperto il coinvolgimento del mondo politico slovacco in affari con la ’ndrangheta. Da valutare il contenuto di alcune e-mail che Colusso avrebbe spedito agli amici e collaboratori più stretti. Per questo si muovono anche i carabinieri italiani: nelle missive si farebbe riferimento proprio alle delicate inchieste di cui negli ultimi 24 mesi si è occupato il “suo” giornale. La notizia del ritrovamento del corpo di Colusso ha suscitato sgomento e dolore in tutto il Veneto Orientale e chiaramente stupore a Bratislava, dove era conosciuto.

Si sono concentrate sia in Slovacchia che in Italia. Risale infatti alla scorsa settimana, a poche ore dalla denuncia di scomparsa il rinvenimento della sua automobile, vicino al centro della capitale slovacca dove Loris si era stabilito da molti anni. Nell'appartamento in cui abitava tutto era perfettamente in ordine e nulla lasciava presagire gesti inconsulti, anche se collaboratori e amici sapevano che da almeno 15 giorni Loris era tesissimo, preoccupato. Si era pensato potesse vagare in stato confusionale per giorni in Slovacchia, ma così non è stato. Al momento non si sono fatti avanti testimoni che abbiano raccontato del suo gesto estremo. Nessuno ha visto nulla, al momento di finire in acqua.

Il corpo di Loris è stato rintracciato a 50 chilometri più a est del corso del Danubio, a pochi chilometri dal confine con l’Ungheria. La località si chiama Gabcikovo, come ha specificato la camera di Commercio italo slovacca. Era nei pressi di una diga, come ha riportato la direzione regionale del Corpo di Polizia di Trnava. Una zona che tra l’altro Colusso conosceva molto bene, in quanto spesso, come raccontava, si recava in viaggio a Budapest. La salma è stata ricomposta ieri in tarda mattinata, dopo che il medico legale aveva escluso il coinvolgimento di terzi. Il cadavere era ricoperto di vestiti e i poliziotti locali hanno recuperato pure i documenti, tanto che all'Ambasciata italiana in Slovacchia sono arrivate presto le telefonate degli inquirenti. L'ambasciatore ha preso contatti con i familiari per informarli del ritrovamento. A San Michele la notizia è stata confermata attorno alle 15 di ieri.

Selena Colussi Vio, la figlia di Loris, residente da qualche anno a Oderzo, è partita ieri pomeriggio per la Slovacchia. A lei spetta infatti il compito del riconoscimento della salma. Era stata proprio Selena a segnalare alle autorità italiane la scomparsa del padre, presentando nella serata di lunedì una denuncia alla caserma della compagnia dei carabinieri di Portogruaro.

Oggi dovrebbe essere eseguita l’autopsia sul corpo di Loris Colusso. Si vuole accertare se si sia trattato effettivamente di un suicidio oppure di un incidente o se sia morto per mano di qualcuno. I carabinieri portogruaresi ieri sera hanno avviato dei contatti per stabilire una strategia con la polizia slovacca. A incuriosire i militari dell’Arma è soprattutto il contenuto delle e-mail che l’imprenditore ha spedito pochi giorni prima della scomparsa. Alcune tracce possono rivelarsi utili dai telefoni in uso al deceduto. Infatti ad alcuni amici Colusso aveva confidato di non attraversare un bel periodo, sebbene pare non avesse problemi economici. Avanzava del denaro da alcuni clienti della Slovakia Group, il suo studio di consulenza economica e fiscale alle imprese del posto e voleva rientrare in Italia. Ce n’è abbastanza, probabilmente, perché anche gli inquirenti italiani si mettano a lavorare per fare piena luce su questamorte avvolta nel mistero. —

Pubblicato su La Nuova Venezia