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Tentato omicidio per droga, condanne a 24 anni

Pena confermata per i tre cittadini albanesi accusati di aver sparato alle gambe a un connazionale di 25 anni 

jesolo

Otto anni ciascuno per tentato omicidio. La corte d’appello del tribunale di Venezia ha confermato ieri pomeriggio la condanna di primo grado per i tre cittadini albanesi Elton Koka (34), Disha Lefter (46) e Armiol Gjoka (34), residenti tra Jesolo ed Eraclea, accusati di aver cercato di ammazzare a inizio 2019 un connazionale di 25 anni dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola alle gambe. Dopo l’arresto per il tentato omicidio, due di loro - Koka e Lefter - erano stati raggiunti da un provvedimento di custodia cautelare in carcere anche lo scorso febbraio, nell’ambito della maxi-inchiesta sulla presenza della camorra a Eraclea, con l’accusa di traffico di droga. Nell’inchiesta seguita dal pubblico ministero Roberto Terzo i due sono accusati di traffico di droga per essersi messi d’accorso direttamente con il capo, Luciano Donadio, per l’approvvigionamento - dal marzo del 2013 - di almeno un chilo di cocaina alla volta.

E sempre questioni di droga c’erano dietro il tentato omicidio dello scorso Capodanno. La vittima era stata portato nella casa a bordo della Jaguar usata dai due albanesi. E qui invitato a chiarire alcuni aspetti. Quella notte la vittima era stata scaricata in via Massaua a Cortellazzo dopo essere stato ferito alla gamba da un colpo di pistola ed era riuscito a salvarsi fingendosi morto nell’acqua del Piave, raggiungendo a stento l’unica casa della zona. La sua richiesta d’aiuto era stata sentita dalla famiglia Demontis che aveva chiamato i soccorsi. Moribondo, aveva avuto poi la forza di collaborare con la polizia fornendo, seppur in modo confuso all’inizio, i nomi di chi gli aveva sparato, e che conosceva bene dal momento che due erano suoi parenti, lo zio e il cugino. Koka, difeso dall’avvocato Mauro Serpico, è colui che mise a disposizione la casa di Jesolo, dove la vittima designata venne “interrogata” dai connazionali, accusato di essersi tenuto per sé una partita importante di cocaina che doveva essere destinata alla piazza di Jesolo. Per lui, il procuratore generale aveva chiesto l’assoluzione. —

e.p.

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Pubblicato su La Nuova Venezia