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Corpo in decomposizione in un casolare

Mistero per il ritrovamento dei carabinieri in un rustico abbandonato in via Nazionale. Disposta l’autopsia sul cadavere

stra

Un corpo in avanzato stato di decomposizione, con un cappotto addosso ormai consumato e scarpe da ginnastica ai piedi. È avvolto dal mistero il ritrovamento di un cadavere da parte dei carabinieri all’interno di un casolare abbandonato a Stra. La scoperta è stata fatta mercoledì, in via Nazionale all’incrocio con via Fiessetto e a poca distanza dal campo sportivo della città. Ad avvisare i militari un residente della zona, che aveva smarrito il cagnolino con cui era a passeggio. Forse attratto dal forte odore, il cane si è addentrato nella villa. A quel punto, dopo averlo inseguito a lungo, il padrone è entrato nel casolare prima di fare la macabra scoperta. A quel punto, ha avvisato immediatamente i militari. Sul posto, oltre al nucleo di carabinieri di Stra e di Chioggia, è arrivato anche il nucleo investigativo di Venezia. Dopo le prime indagini, il corpo è stato trovato appeso a una corda. Elemento, questo, che spingerebbe verso l’ipotesi del suicidio. A raffozare questa tesi, anche tracce parallele di sangue lasciate sui braccioli all’altezza di polsi di una poltrona nei paraggi del corpo, a indicare un probabile gesto volontario inferto prima di togliersi la vita. Per gli investigatori si tratterebbe di un uomo di 60 anni, e i sospetti si stanno concentrando sue tre persone scomparse nell’ultimo anno. A causa delle condizioni deteriorate del corpo, ci vorrà comunque l’autopsia per stabilire l’esatta data del decesso, anche se per i militari le condizioni in cui è stato ritrovato il corpo fanno pensare a una fine avvenuta diversi mesi fa.

La casa in cui è stato rinvenuto il cadavere, ora sotto sequestro, è un bene del demanio abbandonato che si trova in via Nazionale, cioè la strada che si trova dietro a villa Pisani a Stra all’incrocio fra via Nazionale e via Fiessetto. Una palazzina costruita con ogni probabilità fra fine Ottocento ed inizio Novecento, che ora è ricoperta gran parte dalla vegetazione e che orbita attorno alla villa più grande e famosa della Riviera. Per entrare nell’edificio c’è una breccia nel muro di cinta e visto che la stesso edificio è abbandonato da decenni, e forse è anche luogo di rifugio di tossicodipendenti o sbandati. Il cadavere, dai primi esami e accertato anche dalle persone che lo hanno visto, aveva addosso un giubbotto da uomo pesante e scarpe da tennis. Sulla vicenda è stata infornata dai carabinieri di Stra anche il sindaco del paese Caterina Cacciavillani che è medico di famiglia. «È difficile», spiega il sindaco, «ipotizzare che la persona rinvenuta possa essere morta da più di due anni. Sicuramente da diversi mesi. A stabilirlo saranno le indagini della magistratura di Venezia». —

alessandro abbadir

eugenio pendolini

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Pubblicato su La Nuova Venezia