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Nulla osta per l’addio a Olivier Mistero sulla causa della morte

Non è stato risolto il ”giallo” sul decesso del 74enne avvenuta il 13 novembre Il corpo fu ritrovato nel giardino della villa di una donna che lo aveva ospitato

È stato concesso ieri mattina, dalla procura di Pordenone, il nulla osta per la sepoltura di Felice Olivier, il 74enne imprenditore del settore dei gelati in Germania, ma trapiantato nel Veneto orientale, trovato morto nel novembre scorso in via Roma nel giardino dell’abitazione di Michelina Gobbato, la maestra in pensione di cui si era innamorato senza esserne corrisposto. Fissata entro il fine settimana in forma privata la sepoltura nel cimitero di Castellavazzo.

Ma il mistero sulla morte dell’uomo rimane. Non sono ancora stati resi noti i risultati delle indagini affidate al Nucleo Operativo dei carabinieri di Mestre.

Era il 13 novembre scorso quando Olivier fu trovato privo di vita, in un lago di sangue, nel giardino di casa di Michelina Gobbato. I due si erano conosciuti due anni prima in una tabaccheria di Pordenone, scambiandosi i numeri di telefono. Dopo un incidente stradale Olivier venne ricoverato a Pordenone e, cercando di vincere la solitudine, chiamò al suo capezzale Michelina, vedova. A tormentarlo erano i rapporti deteriorati con la moglie e i figli, con cui condivideva una parte dell’attività di gelatiere in un paesino del Baden Wurttenberg, nel sud-ovest della Germania.

Michelina accettò di accoglierlo in casa, in una stanza della sua residenza ricavata nell’immenso giardino di via Roma. Olivier trascorreva 6 mesi in Germania e 6 mesi in Italia, e si occupava di alcune faccende di casa nella proprietà di Michelina. Tra ottobre e novembre la svolta tragica dell’amicizia.

Olivier confessò a Michelina, mostrando una ferita al braccio, di aver tentato il suicidio per amore di lei, che lo cacciò di casa. Lui così si stabilì in forma momentanea nell’abitazione del figlio della donna a Teglio Veneto. Poi il ritrovamento del suo corpo senza vita, con almeno tre grosse ferite da arma da taglio alla gola, una da taglio alla tempia, e infine una grossa ferita al capo compatibile con un colpo subito da un grosso bastone.

Il pm Federico Baldo continua a indagare, sulla base del rapporto fatto dal medico legale Antonello Cirnelli e in attesa dei risultati del Ris di Parma. La salma al momento resta in cella mortuaria a Portogruaro, ma entro domani verrà trasferita nel bellunese dalla ditta De Dea di Longarone. —

Pubblicato su La Nuova Venezia