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Monia, futura mamma, stroncata a 31 anni da un aneurisma

Monia Benato era incinta al quinto mese: aspettava un maschietto. Cresciuta a Maerne, lavorava da due anni come commessa da Hermes a Venezia

MARTELLAGO. La felicità della gravidanza, un lavoro che dava soddisfazioni, una famiglia formata con quel compagno. Tutto è svanito in pochi istanti, quegli attimi in cui qualcosa di grave avviene dentro di te e non si riesce a frenare. La favola di Monia Benato si è interrotta mercoledì all’ospedale di Padova dopo che una settimana prima, nella sua casa a Venezia, aveva accusato un aneurisma cerebrale sotto gli occhi del fidanzato. Aveva solo 31 anni, Monia, originaria di Maerne dove ha abitato sino a poco tempo fa e dove c’è ancora la sua famiglia. Faceva la commessa nel negozio di abbigliamento di lusso dell’azienda francese Hermès, a poche decine di metri da piazza San Marco.

Una doppia vita spezzata, perché la giovane era al quinto mese di gravidanza; a giugno sarebbe nato Edoardo che, invece, continuerà a rimanere nel grembo materno e non verrà mai alla luce. I medici hanno provato a salvarlo ma c’erano troppi rischi. Così, l’altro ieri, sono state staccate le macchine, d’accordo pure con il Comitato etico della Città del Santo: ormai per la ragazza non c’erano più speranze.

Tutto è partito l’8 febbraio in una casa a Sant’Elena dove abitava con il suo ragazzo Jacopo, gondoliere; una serata come tante, magari trascorsa a raccontarsi la giornata, a parlare di quel piccolo che la ragazza aveva in grembo. Invece, da un momento all’altro, Monia ha iniziato a stare male, ad avvertire forti dolori alla testa, a chiedere il disperato aiuto del compagno. Vomitava, la futura mamma. Una situazione disperata, perché ha perso i sensi ma Jacopo non s’è perso d’animo e ha chiamato il padre, oltre ai soccorsi; il primo ha rianimato la 31enne, con il cuore che ha ripreso a battere. I medici, capendo la gravità della situazione, l’hanno subito trasferita all’ospedale di Venezia. In seguito, è stata portata a Mestre prima e Padova poi, sempre con l’unico scopo di salvare lei e il feto. Tutto è stato vano.

Eppure la gravidanza è stata regolare, non c’erano stati problemi se non fino alla scorsa settimana, risultati fatali. Gli ultimi mesi erano stati un susseguirsi di sentimenti, di gioie e di dolori; attorno un anno fa, era scomparso il padre Nello, lasciando vedova la signora Daniela. Ma per la giovane c’è stata anche la convivenza e la notizia di aspettare un bambino che sarebbe arrivato tra fine primavera e inizio estate. Un piccolo cercato, così com’era cercata la sua voglia di avere una famiglia. Sarebbe stata la conclusione di una fase della vita dove aveva iniziato presto a lavorare, a fare la commessa in diversi negozi nell’amata Venezia, da ultimi Max Mara e Hermès: in quest’ultimo ci lavorava da un paio d’anni. Una ragazza solare, sempre disponibile e gran lavoratrice; così è ricordata da chi, sino a pochi giorni fa, ha visto il suo sorriso, quel sorriso di futura mamma spezzato a metà gravidanza, o poco più. Oltre alla mamma, Monia Benato lascia anche i due fratelli Davide e Omar. Il funerale si svolgerà domani alle 11 nella chiesa di Maerne. La salma sarà trasferita al cimitero di Maerne. Riposerà con il suo Edoardo.

Pubblicato su La Nuova Venezia